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Omicidio di Giorgios Karaivaz: la protezione dei giornalisti obiettivo sempre più impellente

Il Siracusa International Institute condanna fermamente il brutale assassinio di Giorgios Karaivaz, noto giornalista investigativo greco, ucciso lo scorso venerdì 9 aprile ad Atene mentre faceva rientro nella sua abitazione. Karaivaz è purtroppo l’ultimo di una lunga lista di professionisti dell’informazione a essere ucciso nel mondo.

Si tratta di un fatto di assoluta gravità anche perché, sebbene debba ancora essere confermato dalle indagini, è presumibile che Karaivaz sia stato assassinato proprio per via delle sue inchieste giornalistiche. Come sottolineato da Jean-François Thony, presidente dell’Istituto, “Proteggere i giornalisti e assicurare alla giustizia coloro che con la violenza provano a mettere a tacere chi indaga su attività criminali costituiscono obiettivi irrinunciabili e prioritari per ogni democrazia avanzata”.

Secondo le più recenti stime dell’UNESCO, difatti, addirittura il 90% dei casi relativi a omicidi di giornalisti è rimasto impunito negli ultimi 10 anni. Un dato spaventoso a cui vanno trovate urgentemente risposte efficaci.

L’Istituto, la cui missione comprende anche la lotta al crimine organizzato, è molto sensibile al delicato tema della protezione dei giornalisti. Per tale ragione, ha contribuito fattivamente alla realizzazione delle recenti “Linee Guida per i Procuratori sui casi di crimini contro i giornalisti”, sviluppate nel quadro di una partnership tra l’UNESCO e l’Associazione Internazionale dei Procuratori proprio al fine di rafforzare le capacità e le competenze di coloro che devono perseguire i responsabili dei crimini violenti contro i giornalisti. Specifiche attività di formazione su tale tema verranno organizzate presso la sede dell’Istituto nei prossimi mesi.

 

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