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Lo scorso venerdì 21 maggio, la Commissione Cultura Scienza Istruzione e Media dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha adottato il Rapporto “libertà dei media, fiducia pubblica e diritto alla conoscenza”.

Si tratta di un nuovo importante e prezioso avanzamento per il riconoscimento del diritto alla conoscenza quale diritto umano universale, argomento su cui Il Siracusa International Institute è stato da sempre impegnato co-organizzando numerose attività insieme con gli altri partners coinvolti (Global Committee for The Rule of Law, Fondazione Einaudi, SIOI, IAI, ecc).

Il diritto alla conoscenza garantisce di essere attivamente informati su tutti gli aspetti relativi alla gestione dei beni pubblici durante l’intero processo politico e decisionale. Un diritto che, se da un lato consente la piena partecipazione democratica dei cittadini al dibattito pubblico su questioni di interesse generale, dall’altro pone specifiche e precise responsabilità per chi, appunto, è chiamato ad amministrare tali beni.

Più specificatamente, il riconoscimento del diritto alla conoscenza è volto a rigenerare fiducia nelle istituzioni e nella democrazia; a garantire che i governi mettano a disposizione dei cittadini le informazioni di pubblico interesse; a dare assoluto rilievo al dibattito pubblico (a cominciare da quello istituzionale) da favorire con l’adozione di appositi regolamenti; infine, a creare specifici meccanismi di monitoraggio dei media pubblici e l’interazione con i social media;

L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa aveva deciso nell’ottobre 2019 di discutere entro la fine del 2020 un progetto di risoluzione sul diritto universale alla conoscenza,  di cui il Senatore Roberto Rampi è stato Relatore generale. Come da tempistiche stimate, il susseguente rapporto in materia è stato approvato lo scorso venerdì 21 maggio.

Pochi mesi prima, esattamente il 3 dicembre 2020, l’avvocato Ezechia Paolo Reale, Segretario Generale del Siracusa International Institute, era stato ascoltato all’audizione di esperti tenuta dalla Commissione nell’ambito della sessione dedicata alla libertà dei mezzi di informazione, fiducia pubblica e diritto alla conoscenza. Tra gli altri esperti auditi insieme con l’avvocato Reale, Helen Darbishire, direttrice di Access Info Europe, Claudio Radaelli, professore di scienze politiche all’Istituto Universitario Europeo di Firenze e Laura Harth, coordinatrice del Consiglio Scientifico del Comitato Globale per lo Stato di Diritto.

Dopo questo importante traguardo raggiunto, il prossimo importante appuntamento è per il 22 giugno, data in cui ci sarà la votazione sul tema dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa

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