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Che cosa si potrebbe fare concretamente, in Italia e in Europa, per fermare (o almeno frenare) le sempre più frequenti e drammatiche intimidazioni e aggressioni ai giornalisti? E contro le intimidazioni e gli abusi, ancora più numerosi, commessi anche per via legale (le cosiddette querele pretestuose, diecimila ogni anno nella sola Italia)? Che cosa potrebbero fare la politica, il parlamento, il governo? E i giornali e i giornalisti, oltre a denunciare i fatti e a protestare vibratamente? In particolare, la magistratura come potrebbe mettere fine allo scandalo dell’impunità quasi assoluta di coloro che bloccano con violenza e gravi   i giornalisti che diffondono notizie legittime e di interesse pubblico semplicemente perché a loro sgradite?

A queste domande daranno risposta giornalisti, procuratori esperti di vari paesi che mercoledì 3 novembre prossimo alle ore 10:00 a Siracusa, presso la sede del Siracusa International Institute parteciperanno alla tavola rotonda sul tema “Come mettere fine all’impunità per i reati contro i giornalisti”. Il convegno è organizzato dall’associazione Ossigeno per l’Informazione insieme all’UNESCO. Il Quirinale ha concesso all’iniziativa la Medaglia del Presidente della Repubblica. Il settimanale L’Espresso è media partner dell’iniziativa.

Il confronto si svolgerà a Siracusa, presso la sede del Siracusa International Institute che ha collaborato alla realizzazione dell’iniziativa. Il dibattito sarà diffuso in diretta streaming, in italiano e in inglese sui canali social (pagina Facebook e canale YouTube) di Ossigeno per l’informazione. A tal proposito, tutte le indicazioni sono disponibili sul sito www.ossigeno.info.

I posti in sala sono limitati a causa della normativa in materia di Covid-19. Giornalisti interessati a seguire l’evento in presenza dovranno inviare specifica richiesta all’indirizzo email info@siracusainstitute.org entro martedì 2 novembre alle ore 13.00.

Aprirà la discussione un saluto del procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi. Fra i relatori figurano: il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, il sostituto procuratore di Roma Eugenio Albamonte, i giornalisti Michele Albanese (sotto scorta del 2014), Marilù Mastrogiovanni (sotto tutela della polizia), Alberto Spampinato (presidente di Ossigeno) e rappresentanti di Grecia, Olanda e Malta, paesi europei nei quali dal 2017 a oggi sono stati assassinati tre cronisti. Uno sguardo a più ampio raggio verrà da Saba Ashraf, esperta legale di Media Defence, l’organizzazione che da Londra fornisce assistenza legale specializzata e gratuita in numerosi paesi ai giornalisti in gravi difficoltà (per l’Italia, insieme a Ossigeno), L’Unesco interverrà con Guilherme Canela (responsabile a Parigi della sezione per libertà di espressione e sicurezza dei giornalisti) e in occasione del convegno pubblicherà una edizione italiana delle “Linee guida per i procuratori impegnati nei casi di reato contro giornalisti”.

Esperti, testimoni e rappresentanti di istituzioni di vari paesi contribuiranno al confronto con interventi scritti e video. Le minacce e gli attacchi contro i giornalisti che creano un clima di paura che si estende a tutti gli operatori dei media, impedendo la libera circolazione di informazioni, opinioni e idee fra i cittadini.

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