ijzu2f - ryssps - 2s7n0c - fhgh9g - v5uoh6 - apgl4n - 8vaej8 - 9nnii1

Afghanistan, 2003-2011

novembre 9, 2018

Il Siracusa International Institute è stato presente in Afghanistan dal 2003 al 2011 nel ruolo agenzia esecutiva delle Nazioni Unite nell’ambito della “ Iniziativa Italiana per la Giustizia in Afghanistan”. In tale veste, l’Istituto ha condotto 12 diversi programmi di assistenza tecnica in materia di stato di diritto, diritti umani, riforme penitenziarie e lotta al traffico di stupefacenti. Questi programmi hanno coinvolto 2.753 individui del settore della giustizia, nello specifico giudici, pubblici ministeri, avvocati, funzionari di polizia e di governo. Di grande rilievo il fatto che l’Istituto sia stata una delle poche organizzazioni ad aver lavorato in 19 diverse province del paese, contribuendo  alla creazione di una vera e proprio rete di “monitoraggio” nell’ambito della giustizia penale. Uno dei risultati di questi programmi è la realizzazione di ben  12 pubblicazioni, otto delle quali sono in lingua Dari.

Questi programmi di assistenza tecnica sono stati portati avanti in cooperazione e con il sostegno finanziario del Ministero degli Affari Esteri Italiano, del Ministero degli Esteri del Regno Unito, del Ministero degli Affari Esteri Canadese, del Ministero degli Affari Esteri della Lituania, del Ministero degli Affari Esteri della Lettonia, dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC), del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM).

Dal 2003 al 2005, l’Istituto, insieme all’ International Development Law Organization (IDLO), ha realizzato il primo programma di formazione giudiziaria nel paese, che ha coinvolto 457 giudici. L’Istituto si è occupata della formazione nell’ambito delle questioni di giustizia penale, mentre l’IDLO si è focalizzato sugli ambiti civile e commerciale. I programmi portati avanti dall’Istituto

in particolare quelli condotti nelle aree più interne del paese, hanno ottenuto un riconoscimento positivo da parte dei più alti funzionari del Paese, ossia giudici, pubblici ministeri, dirigenti penitenziari e ufficiali delle forze dell’ordine.

L’Istituto si è impegnato a lavorare nel paese per far rispettare le norme internazionali sui diritti umani e sullo stato di diritto. Il lavoro dell’Istituto in Afghanistan è stato coordinato dalla sua sede principale a Siracusa, in Italia, e dal suo ufficio sul campo a Kabul.

Le principali attività portate avanti dall’Istituto sono relative a:

  • Formazione di giudici, pubblici ministeri, funzionari di polizia e governativi, altri professionisti in ambito giuridico;

 

  • Sostegno al processo di rafforzamento del ruolo delle istituzioni giudiziarie;

 

  • Incoraggiare l’adozione di un approccio più globale per garantire che lo Stato di diritto diventi una componente vitale dei processi di ricostruzione nazionale.

 

I programmi di rafforzamento delle capacità dell’Istituto hanno incluso 2.753 membri della magistratura afghana, l’ufficio del procuratore e le forze dell’ordine. Grazie al suo team di formatori afghani, l’Istituto di Siracusa è stata la ONG leader nel paese, fornendo  corsi di formazione nel settore della giustizia in 19 delle 34 province del paese.

L’Istituto ha contribuito ad affrontare alcune delle maggiori sfide della società afghana, tra cui:

  • Lotta alla corruzione;

 

  • Rafforzamento e rafforzamento delle istituzioni giudiziarie;

 

  • Sviluppo di una cultura della legalità.

 

L’Afghanistan è stato al centro nel processo di ricostruzione nazionale. Nonostante gli incoraggianti progressi democratici iniziali, il processo di transizione politica la transizione politica aveva bisogno di sforzi superiori anche nell’ambito dello sviluppo sociale, economico e politico. Nel 2011, dopo più di nove anni di lavoro continuo in Afghanistan, l’Istituto è stato purtroppo costretto a sospendere tutte le sue attività nel paese. Questa decisione è stata presa per ragioni legate a peggioramento delle condizioni di sicurezza e all’instabilità del paese.